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Dicembre 1879
La mia storia.
Eccomi
al terzo anno del primo secolo di vita! IL tempo passa; se non
ci credete, guardatevi i capelli e le unghie.
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Non
tutti ci arrivano a tre anni, e arrivati, non tutti conservano
le gambe sane. Io ci sono arrivato, con l’aiuto dei lettori,
senza stampelle.
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Occupato
sempre a raccontarvi i fatti degli altri, permettete questa volta
che vi narri i miei?
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Nacqui
in una notte rigida povero e mingherlino. Non aveva soldi in cassa
ed il mio genitore improntò due lire per il battesimo;
una per la carta(100 copie) ed una per i francobolli. I collaboratori
composero i tipi un po’ a casaccio, se vogliamo, ma li composero,
perché di tipografi non volevano sentire neanche l’odore.
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Temerono
sul principio d’aver preso il pubblico con troppa confidenza
e stettero palpitando, ma il pubblico compatì le correzioni
di stampa e le pessime tirature ripensando forse all’herald,
che nacque in cantina, composto su d’uno scrittoio formato
d’una tavola ottenuta da due barili.
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Si
ebbero cinque soci che coprirono le spese lasciando margine per
un altro numero. Poi, si sa bene, goccia a goccia, numero per
numero, socio per socio, la tiratura fu portata a trecento copie
e se ne vendevano, oh se ne vendevano!
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IL
primo anno chiusi il mio libro mastro con L. 487,08 di entrate
e L. 474,20 di uscite, vale a dire con un guadagno netto di L.
12,88. Vedete ci fu male!
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Le
mani dome dal compositore lavorando con passione crescente, gli
errori si fecero più rari, gli associati aumentarono, la
tiratura giunse a 600 copie ed ho chiuso oggi il conto di quest’anno
con L. 1157,29 di entrate e L. 818 di uscite, vale a dire con
un guadagno netto di L. 339,29.
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Come
si vede, andando di questo passo minaccio di fare concorrenza
all’herald!
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Signori
lettori! Domenica tornerò a comparirvi dinanzi agli occhi
né più grande né più piccolo; non
saranno rinnovati i tipi, non sarà rinnovata la carta,
non sarà mutato il programma e non si faranno nemmeno meno
errori.
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Se
dal tempo che ci conosciamo vi ho servito a qualche cosa, continuate
ad essere meco indulgenti e credetemi per questo e per tutti gli
altri secoli, vostro
Cronista
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