Presentato il volume di Ottavio Cicchinelli
“La scuola primaria nella Diocesi di Sora,Aquino e Pontecorvo durante il regno Borbonico”
A cura del Consorzio di Bonifica “Conca di Sora”
Gianni Fabrizio

Benedetta,Giuseppe,Carlo e Paolo attenti ed emozionati più del nonno, da bravi scolari, hanno seguito tutto l’incontro.Sono i nipoti di Ottavio Cicchinelli e a loro ha voluto dedicare il libro:”La scuola primaria nella Diocesi di Sora,Aquino e Pontecorvo durante il regno borbonico”.La sala San Tommaso si è riempita completamente di quanti hanno voluto conoscere ed apprezzare la più recente ricerca,questa volta di sapore “storico-pedagogico” di Ottavio Cicchinelli, data alle stampe per interessamento del Consorzio di Bonifica della “Conca di Sora”.Questo ente, nell’ultimo periodo,accanto ai normali compiti di Istituto, sta svolgendo una meritoria azione di promozione culturale.Come ricercatore, studioso ed autore di libri é la sua “settima” volta e per sette volte Ottavio Cicchinelli ha fatto centro.Ha colmato un vuoto ed ha saputo riempire,raccontare,illustrare e sottolineare aspetti e condizioni della scuola primaria al tempo della dominazione borbonica nel nostro territorio, che comunque ha condizionato e preparato i successivi sforzi verso una vera, completa e più ampia istruzione pubblica.Il libro rappresenta pure una riflessione molto pacata e ricca, sempre coerente con il passo narrativo dell’autore ,dotato di un’acuta ed intelligente ironia propria dello stile leggero di Ottavio Cicchinelli.Il libro si legge volentieri e questo è già un gran merito mentre scorre fluido come i fiumi di inchiostro utilizzato ai tempi dei borboni. Sembra quasi… una storia, ma con personaggi e fatti veri, concreti e documentati, frutto di incessanti ricerche, di studi approfonditi e di tanta,tanta pazienza ed amore per la scuola di sempre.Lo legge bene,poi, chi ama questo territorio, chi vuol conoscerne le origini, le radici e l’evolvere costante del settore educativo e formativo qui da noi.Ed Ottavio Cicchinelli lo ha fatto veramente bene.Un’opera, la sua, da manuale,anzi da “maestro”. Maestro, Ottavio, lo è sempre stato, e lo è ancora trasferendo e mantenendo i ritmi, le inclinazioni ed il modo di porsi con gli altri. Un maestro che è passato e cresciuto tra i banchi di una volta,quelli di legno nero a due posti, e poi tra i banchi più moderni, sempre,comunque,occupati dagli stessi alunni, che cambiavano solo ogni cinque anni e sempre amorevolmente seguiti. Ha lavorato dentro la scuola come una “missione”.Ha conosciuto la scuola del calamaio e del pennino,quella della biro e della stilografica, la scuola della vecchia macchina “olivetti” superata ora dal computer.Ma con un’unica costante: considerando sempre i bambini come persone uniche, irripetibili e ricche di umanità.Ecco perché gli riesce bene scrivere dei fatti di scuola, la sua importanza fondamentale, le evoluzioni subite con tutti i pregi ed i difetti di sempre.La segreteria organizzativa dell’incontro è stata curata da Massimo Gabriele, mentre la tavola rotonda, coordinata da Rodolfo Damiani, ha visto il saluto e gli interventi del vescovo, padre Luca Brandolini, del sindaco di Sora, Cesidio Casinelli, del presidente della Conca di Sora, Angelo Prospero, dell’avvocato Luciano Santoro, del direttore didattico Egidio Paolucci e del prof. Eugenio Maria Beranger.Ognuno di loro ha messo in rilievo l’importanza degli studi condotti da Ottavio Cicchinelli, facendo emergere l’aspetto culturale, didattico e pedagogico che ne sono scaturiti.”La cultura deve starci a cuore al pari della promozione sociale, ha sintetizzato per tutti padre Luca Brandolini .C’è una riflessione che va rilevata.Al tempo dei borboni,come ci fa capire Ottavio Cicchinelli, più che di una istruzione c’era interesse per un tipo di educazione.E la grande sfida che ci sta davanti nella scuola di oggi è la sfida educativa, che non è solo istruzione.La preoccupazione della scuola non può prescindere da tutte le dimensioni della persona stessa, compresa la dimensione religiosa che appartiene al DNA dell’uomo”.Ottavio Cicchinelli ha saputo, perciò raccogliere materiali diversi,collegati da una profonda unità:lo studio, la ricerca e l’amore per la scuola come solo un “Maestro” può e sa esprimere.

 

 

 


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