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San Donato Valle di Comino 1920-1960.
Un viaggio con fotografie
d’epoca: “San Donato 1920 – 1960”
Dall’archivio del prof. Luigi Cucchi
Gianni Fabrizio
Un fotolibro su San Donato Val di Comino. Immagini che evocano
memorie e storie quotidiane del suo popolo. Uno spunto per presentare
i diversi stili di vita in un arco di tempo che va dal 1920 al
1960. Quaranta anni di testimonianze in bianco e nero,sì,ma
con dentro tutti i colori, i profumi ed i sapori autentici della
ricchezza umana della gente, radicata in un Paese unico e bello
da raccontare. Un album di ricordi che suscitano,insieme, meraviglia
ed emozione. Sfogliare il libro:”San Donato V.C. /1920 –
1960/ Immagini fotografiche del prof. Luigi Cucchi”, a cura
di Domenico Cedrone e Luciano Leone, vuol dire trovarsi all’appuntamento
con un segmento di storia locale attraverso “quadri”
che sono una straordinaria testimonianza di un tempo che non c’è
più. Un bellissimo resoconto cadenzato da scatti fotografici
che esaltano aspetti di lavoro, affetti, fatiche, gioie, sofferenze
e , su tutto, anche un pizzico di poesia . Le scene sono dominate
dalla descrizione meticolosa ed appassionata della vita di tutti
i giorni, in gran parte a San Donato V.C., ma anche con brevi
“visite” a Gallinaro, Settefrati e Villetta Barrea.
C'è un intreccio ragionato di piazze, vicoli, strade, paesaggi,
edifici, chiese, religiosità, laboratori, appuntamenti
stagionali, gruppi familiari, volti,costumi,usanze,mercati,manifestazioni,ricorrenze,
rappresentazioni,processioni,feste e momenti di svago e di lavoro.
E tutto assume la concretezza del fluire del tempo in una “geografia
dell’anima sandonetese” e della Valle di Comino, grazie
alla capacità artistica di sintesi e di indagine del “fotografo”,il
prof. Luigi Cucchi. Le immagini del “fotolibro” sono
tratte dall’archivio fotografico del “professore”
, amorevolmente conservato dal nipote Giorgio Cucchi e messo a
disposizione dell’Associazione “Genesi”dalla
vedova, signora Giorgia Angelini. Il materiale è enorme:
si possono ricavare tanti libri ancora. Questo “fotolibro”è
stato patrocinato dal Comune di San Donato grazie al sindaco,
Antonello Antonellis e all’assessore alla cultura ,Carlo
Rufo. La pubblicazione rispecchia l’affabilità, la
disponibilità, la generosità e l’amore per
questo territorio da parte di Luigi e Giorgio Cucchi,zio e nipote,uniti
dal loro carattere di sensibilità ed altruismo. L’aspetto
“centrale” dell’opera è naturalmente
rappresentata dalle foto, mentre quello descrittivo riguarda la
presentazione dell’Associazione “Genesi” a firma
di Tonino Bernardelli e di Domenico Cedrone. Questi presenta anche
un profilo della famiglia Cucchi e più oltre, gli scorci
paesistici. Un’altra piccola parte scritta riguarda la descrizione
degli antichi mestieri curata da Valentina Cedrone, quindi le
manifestazioni civili e i progetti amministrativi a firma di Alessandrina
De Rubeis, mentre le processioni e le chiese di San Donato di
ieri , di oggi e quelle scomparse, sono il risultato delle ricerche
di Luciano Leone. San Donato Val di Comino,dagli anni 20 agli
anni 60, è qui,in questa pubblicazione, con le sue poliedriche
attività, i momenti storici,i suoi ritmi, le usanze,la
sua religiosità, le ricorrenze. Un libro tra memoria e
poesia che fa incontrare,culturalmente, i sandonatesi di ieri
con quelli di oggi. Saranno felici, nel conservarlo nella biblioteca
di famiglia, i tanti emigrati sandonatesi. E’ sicuramente
un viaggio tra le mura di un paese, San Donato Val di Comino,
che non c’è più,ma che rivive in questo libro
con la mente che legittima vecchi ricordi, associandoli a sensazioni
e fantasie che parevano persi nella fanciullezza di molti. Vi
si scorgono i rintocchi “dell’ orologio”, quello
che segna e segue la giornata dei sandonatesi di sempre, ma senza
lancette, che ogni lettore può, a proprio piacere,gestire
fuori dal tempo. Può sembrare inverosimile ma grazie a
queste foto credo che molti potranno risentire le voci,le eco,
i richiami, i suoni,i rumori forse persi in una memoria che tanti
pensano scomparsa dentro di loro, ma per miracolo, potrebbe essere
ritrovata prima, poi riconosciuta ed ancora rifatta propria. A
me è accaduto così. Un tesoro riemerso, che non
ha perciò soltanto un valore artistico, ma sicuramente
intimo, umano e sociale. Immagini ,comunque,restituite ad una
intera comunità. Foto antiche e distanti mezzo secolo da
noi ma dalla forte connotazione morale. Erano questi i nostri
antenati. Sono queste le nostre radici. E’ il racconto su
un’intera generazione che ci ha consegnato un mondo rispettoso
dei valori più sani della nostra tradizione, poggiata su
una vera cultura popolare. Un esempio da non dimenticare e da
seguire.
"Foto
di San Donato Val di Comino innevata nel 1916".
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