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MUSICA E TERRITORIO
di Pierluigi Moschitti
L’
area geografica di riferimento dell’attività musicale
e di ricerca del gruppo Briganti di frontiera, è un territorio
di circa 80 Km di raggio e comprende parte delle seguenti regioni:
Lazio, Abruzzo, Molise, Campania e Puglia . L’intero territorio,
fino all’unità d’Italia, faceva parte del Regno
delle Due Sicilie ed era compreso nelle province di: Terra di
Lavoro, Contea di Molise e Capitanata.
La particolare collocazione geografica ha reso questa terra una
zona di transizione socio-culturale, permettendo l’insediamento
di numerose comunità montane che hanno facilitato gli scambi.
La sua vita sociale ed economica, che si è basata per secoli
principalmente sulla pastorizia, ha subito una forte emigrazione
sia all’estero che verso le località che offrivano
lavoro e sicurezza economica. Per questo si è sviluppato
un costante flusso di scambi d’intensità variabile
secondo i periodi storici.
Le varie vicende politiche medievali e moderne ne hanno continuamente
spostato i confini per rimanere, fino all’unità d’Italia,
costantemente sotto il Regno delle Due Sicilie e come Terra di
Frontiera fra “papalini” e “borbonici”.
Ma, per gli interscambi socio culturali con altre realtà,
più che le vicende politiche hanno influito sia le esigenze
di sopravvivenza che le scelte economiche ad esse connesse, come
la transumanza dei pastori locali lungo i tratturi, ed i pellegrinaggi
presso i vari Santuari che hanno creato, da molte generazioni,
una forte forma di interscambio culturale.
Qui incontriamo i principali generi musicali dell’Italia
Centro Meridionale appartenenti tutti alla “famiglia”
della Tarantella ma che differiscono in relazione alle diverse
zone ed alle tecniche di esecuzione. In questo piccolo ma musicalmente
intenso lembo di terra, possiamo così trovare il Saltarello,
la Ballarella, la Tammurriata e la Pizzica, oltre che la Tarantella
Campana e del Gargano.
Dalla fine degli anni ’70, la pratica della musica popolare,
di tradizione orale, sta vivendo un recupero di interesse. Questo
è dovuto in modo particolare all’interessamento dell’uso
degli strumenti musicali tradizionali ed all’esecuzione
dei balli popolari. Grazie a questo interessamento stiamo assistendo
ad un fenomeno di notevole importanza sociale e culturale: finalmente
ci si è accorti che le sonorità, i ritmi ed i contenuti
dalla nostra musica tradizionale, non hanno nulla da invidiare
alla più consumistica musica commerciale.
Il Cronista 1-9/2007 |