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Il ricordo di Eugenio Maria Beranger, grande storico ed archeologo a cinque anni dalla scomparsa

Redazione

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Cinque anni fa, il 9 gennaio 2015 a Roma moriva Eugenio Maria Beranger, storico e archeologo che aveva dedicato la sua vita professionale allo studio del Lazio Meridionale ed in particolare all’Alta Terra di Lavoro. In sua memoria domenica 12 gennaio alle ore 12.00,  sarà celebrata una santa Messa nella Chiesa di Santa Maria Assunta e San Bernardo a Rocca d’Arce. Seguirà un convivio culturale con pranzo secondo la tradizione locale.

Fondatore e condirettore della nuova serie de Il Cronista, Eugenio Maria Beranger (Roma, 11 febbraio 1952 – Roma, 9 gennaio 2015) si è laureato con il massimo dei voti in epigrafia ed antichità latine presso l’Università degli studi di Roma La Sapienza frequentando poi la scuola di perfezionamento di Archeologici classici presso l’Università di Pisa.

Eugenio Maria Beranger è stato un grande studioso, rigoroso e appassionato che ha indagato e studiato con passione per quaranta anni l’intero patrimonio storico-artistico demoantropologico con minuziose ricerche archivistiche.

E’ stato folgorato dalla bellezza e dalla ricchezza del patrimonio storico dell’Alta Terra di Lavoro, che corrisponde a parte dell’attuale territorio del Lazio Meridionale, parte della Campania e dell’Abruzzo quando giovanissimo ha discusso la tesi di laurea sul patrimonio epigrafico dell’antica Arpinum. Studioso rigoroso poliedrico iniziò ad occuparsi di quest’area del Lazio Meridionale nel 1974. Ha operato in numerose ricerche di superficie rivolte all’individuazione di epigrafi latine, monasteri benedettini, sorti nell’area di precedenti insediamenti o luoghi di culto italico – romani e di architetture di tipo agro-pastorale.

“La migliore testimonianza del mio operare è costituita dal considerevole numero di amici sinceri e di estimatori presenti in molti Comuni della Provincia nonché dai giovani, che hanno sempre trovato in me un porto sicuro ed affidabile per le loro indagini e consigli per come impostare, specie nella fase iniziale della loro vita di studiosi, ricerche e pubblicazioni.”

Poi la sua indagine storico-archivistica si allarga ad altri settori:’ problematiche connesse con gli eventi naturali quali il terremoto di Sora del 1915 e l’inondazione del Liri del 1925, studio dei catasti e dei cabrei, l’approfondimento delle tradizioni popolari e trasformazioni del patrimonio edilizio tramandato dall’antichità, lo studio delle tecniche edilizie per aiutare e tutelare i centri storici, a storia del fascismo e della provincia di Frosinone.

Ha dedicato grande attenzione allo studio dello sfollamento e al dramma della popolazione civile del cassinate. Ha partecipato a numerosi convegni, in cui ha trattato con rigore e inedite ricerche archivistiche temi sconosciuti ma di grande interesse. E ‘ stato protagonista nella creazione di alcuni musei e biblioteche civiche quali Arce Atina, Civitella Roveto, Cupra Marittima, Sora. Ha collaborato con i più importanti istituti scientifici, quali Accademia dei Lincei, Archivio di stato di Grosseto, Roma, Frosinone e altre istituzioni. La lista quasi definitiva della sua enorme produzione editoriale, quasi quattrocento scritti, edita dal 1975 al 2015 è reperibile in appendice al volume Eugenio Maria Beranger,  Curiousus Terrae Laboris. Articoli, ricerche, discorsi, bibliografia completa (a cura di Antimo Della Valle) Associazione Antares 2016. Gli articoli scritti per il Cronista sono consultabili al seguente link Scritti di Eugenio Maria Beranger

L’intero patrimonio librario composto da migliaia di volumi, documenti e collezioni è stato donato dallo studioso all’Abbazia di Casamari

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