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76° Anniversario dello “Sfollamento” di San Biagio Saracinisco. Il dramma dei civili

Redazione

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di Claudio Vettese

Sono passati 76 anni dal quel mercoledì 8 dicembre 1943, giorno che la Chiesa festeggia l’Immacolata Concezione, e che i Sanbiagesi ricordano come il giorno dello “Sfollamento”.

Quante sofferenze, San Biagio Saracinisco era già stato occupato militarmente dai soldati Tedeschi, che si impossessarono delle case più belle, più spaziose e situate nei punti strategici; vi installarono i loro Comandi, il lazzaretto, i magazzini per le munizioni.
All’inizio sembravano buoni quei soldati… invece diventarono invadenti, presuntuosi, incutevano paura, rastrellavano ed operavano razzie. Con prepotenza entravano nelle tranquille ed ospitali case dei Sanbiagesi.

Da quel giorno, 8 dicembre 1943, per i Sanbiagesi nulla è più come prima. Sono obbligati dai Tedeschi, armi in pugno, ad abbandonare le case, le grotte, e i ricoveri di fortuna. Sono costretti a salire su dei camion militari che li portano lontano dal Paese natio. La maggior parte di loro trova rifugio nei Comuni della Provincia di Cremona, al Nord dell’Italia.

Sono 19 lunghissimi mesi di esilio. Mesi di pena e di disperazione, che vengono ricordati nel libro “Sfollati” di Claudio Vettese, e dal DVD “Testimoni, la sofferenza di una popolazione 1943-1945”, di Claudio Vettese e di Daniele Vettese.

Per ricordare gli “Sfollati” sei anni fa venne inaugurata una pietra marmorea, ideata da Claudio Vettese e realizzata dal Maestro Sandro De Luca di Atina; fu svelata dal Sindaco del Comune di San Biagio Saracinisco e benedetta dal Parroco della Chiesa di San Biagio Vescovo e Martire; alla presenza delle Autorità e Gonfaloni dei Paesi vicini.

Un piccolo lavoro, ma di pregio. Situato, in bella mostra nella centrale Piazza Croce, su una parete esterna della Casa Comunale di San Biagio Saracinisco.

La pietra è rappresentata da un libro aperto, nella cui pagina opaca di sinistra è stata scolpita a rilievo una figura di mamma, che insieme al suo figlioletto sono costretti ad andare via. Un filo spinato testimonia il triste periodo della guerra. Sulla pagina di destra, molto lucida, è incisa una iscrizione dedicata agli “Sfollati” di San Biagio Saracinisco che così recita:

Voglia Iddio che i loro cuori siano sempre vivi nei nostri ricordi
per onorare la memoria e rispettare la propria storia

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