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80 anni fa l’affondamento dell’Arandora Star. Tra le vittime tanti originari del Lazio Meridionale e delle Terre di Confine

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L’Arandora Star era il nome della nave che trasportava più di 1500 internati civili di nazionalità italiana e austriaca ritenuti nemici dell’Inghilterra durante il secondo conflitto mondiale e ancor più ritenuti membri dello spionaggio.

Ma ciò non era, si trattava semplicemente di uomini-lavoratori emigrati che da anni vivevano nelle isole britanniche. La nave intendeva raggiungere i campi di prigionia in Canada.

Partita il giorno prima dal porto di Liverpool fu colpita e affondata da un U-Boot dell’esercito tedesco il giorno 2 luglio 1940, ottanta anni fa. Morirono più di 800 uomini dei quali ben 446 erano italiani.

Molti di loro erano originari del Lazio Meridionale e delle zone di confine, le vittime furono ottanta circa.

Di questi il numero maggiore proveniva dal Paese di Picinisco, 18 morti. Vediamo nel dettaglio i morti dei paesi del Lazio Meridionale e delle zone di confine.
Arce 1, Arpino 5, Atina 2, Belmonte Castello 4, Casalattico 4, Cassino 14, Cerasuolo 1, Cervaro 2, Filignano 4, Montaquila 1, Picinisco 18, Rocca d’Arce 1, Rochetta al Volturno 1, S. Biagio Saracinisco 1, Santo Padre 1, S.Vittore del Lazio 1, Sesto Campano 1, Sora 2, SS.Cosmo e Damiano 3, Vallerotonda 1, Villa Latina 4, Viticuso 5

Anche San Biagio registrò un morto. Si trattava del giovane Papa Pietro nato a San Biagio Saracinisco il 2 ottobre 1909 e già residente a Glasgow, in Scozia.

Anche il Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella ha voluto ricordare le vittime ad ottanta anni dalla tragedia.

“Il 2 luglio del 1940 affondava l’Arandora Star, la nave britannica carica di internati da deportare in Canada, silurata al largo delle coste irlandesi da un sommergibile tedesco, che l’aveva scambiata per una nave da guerra. Un episodio atroce, non sempre adeguatamente ricordato, nella tragedia immane della guerra, che provocò la morte per affogamento di 865 persone, di cui 446 immigrati italiani, presenti in Inghilterra anche da tempo, ma definiti indesiderati dopo l’entrata in guerra dell’Italia”.

“A ottant’anni da quel tristissimo avvenimento – ha continuato il capo dello Stato – desidero commemorare quelle vittime innocenti, esprimendo sentimenti di vicinanza e solidarietà ai loro discendenti. Il ricordo della loro sofferenza costituisce un monito perenne contro le guerre e a favore dell’amicizia e della collaborazione tra i popoli”.

Claudio Vettese
Author: Claudio Vettese

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