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Piedimonte S.G., l’Amministrazione fa chiarezza sul monumento al soldato Benc: “è cittadino polacco di un comune gemellato che ha combattuto sul territorio”
Dopo giorni di aspre polemiche tra maggioranza e opposizione sulla questione del largario e del monumento dedicato al caporale polacco Antoni Benc, nella seduta straordinaria del Consiglio comunale del 24 ottobre il sindaco Gioacchino Ferdinandi è intervenuto per chiarire la posizione dell’amministrazione. Durante un confronto acceso, il primo cittadino ha precisato che :” si è celebrato il sacrificio di un cittadino polacco di un Comune gemellato con Piedimonte San Germano che è morto sul territorio comunale in battaglia.” Nella delibera di Giunta del 16 maggio 2024, invece, si scriveva che : “ritenuto opportuno intitolare il largario adiacente la chiesetta di San Rocco in località Vallicella al caporale Antoni Benc, del 12° reggimento lancieri podolici del secondo corpo d’Armata polacco, caduto eroicamente il 21 maggio 1944 durante la battaglia per la liberazione di Piedimonte San Germano, affinché il suo estremo sacrificio, e quello dei tanti giovani della sua generazione che hanno lottato per un ideale di libertà, sia preservato ad imperitura memoria”. Il sindaco Ferdinandi ha spiegato che l’intitolazione del largario ad Antoni Benc non sarebbe un omaggio a un eroe di guerra, ma un gesto simbolico legato al gemellaggio con il Comune polacco di cui Benc era cittadino. I consiglieri di minoranza accusano di favoritismo perchè il caporale Benc era lo zio dell’attuale sindaco del comune gemellato
Per comprendere meglio la discussione pubblichiamo di seguito la relazione integrale del Consiglio Comunale di Piedimonte San Germano del 24 ottobre 2025
CONSIGLIO COMUNALE STRAORDINARIO N. 43 DEL 24 OTTOBRE 2025
OGGETTO: RICOSTRUZIONE STORIOGRAFICA DELLA DISTRUZIONE DI PIEDIMONTE SAN GERMANO – DISCUSSIONE
Il Presidente invita il Sindaco a relazionare sul punto.
Il Sindaco relaziona sul punto evidenziando che il Consiglio comunale è stato già chiamato a deliberare sul tema della distruzione del Comune di Piedimonte San Germano in occasione del provvedimento adottato per la richiesta del riconoscimento della medaglia d’oro. Lo scorso 05/10 vi è stata una conferenza internazionale sul tema della memoria dove hanno partecipato i Comuni polacchi gemellati. In occasione dell’ottantesimo della liberazione si è voluto creare un dibattito all’interno di una conferenza internazionale con i Comuni gemellati.
Nel 2024 si è dedicato un largario del Comune a Anthony Benc, cittadino di uno dei due Comuni gemellati con Piedimonte San Germano che è deceduto sul territorio comunale. La Linea Gustav, Associazione storica, ha prodotto uno studio sulle attività del XII reggimento che si è voluto presentare in Consiglio per completare il percorso di analisi e studio relativo alla ricostruzione della distruzione di Piedimonte San Germano, argomento che ha interessato i due gruppi consiliari.
Il punto del Consiglio comunale di oggi è finalizzato a prendere atto di questi ulteriori contributi che vanno ad integrare la ricostruzione già inserita all’interno della deliberazione di Consiglio per il riconoscimento della Medaglia d’oro. Sono documenti che si è ritenuto opportuno portare in Consiglio comunale in quanto frutto di un gemellaggio deliberato da questo Consiglio. Chiede l’approvazione all’unanimità del punto.
Il Cons. Riccardi dichiara di voler evitare la polemica in merito all’ordine del giorno anche in considerazione del fatto che ha già scritto una nota in tal senso in data 22/10. Dichiara che ha già investito la Prefettura sulle problematiche relative alle mancate convocazioni dei Consigli
comunali. Chiederà un incontro in Prefettura. Ha richiesto la modifica dell’ordine del giorno perchè quello riportato nella convocazione non rispecchiava la sua richiesta dello scorso 06 giugno. Non condivide quanto scritto dal Presidente del Consiglio in merito alle sue richieste e
ritiene lesi i diritti della minoranza. Sul punto dà lettura del suo intervento di cui chiede la trascrizione all’interno del verbale.
Si riporta di seguito il testo dell’intervento del Consigliere Riccardi, che risulta, altresì allegato alla presente deliberazione:
“Il 19 maggio 2024, e in replica il 23 dello stesso mese, per iniziativa della Giunta comunale, si è tenuta la cerimonia di inaugurazione di un monumento con relativa intitolazione di un largario al caporale Antoni Benc, soldato del 12° reggimento lancieri di Polonia.
Nulla da obiettare su iniziative che hanno lo scopo di alimentare riconoscenza e gratitudine verso le truppe alleate, che restituirono la libertà al nostro territorio, e di tenere viva la memoria di quei fatti del maggio 1944.
Tuttavia, proprio in virtù dell’alto messaggio che si vuole trasmettere, le testimonianze che oggi vengono incise nel marmo devono rappresentare il più possibile la realtà storica degli avvenimenti e salvaguardare il principio di imparzialità, evitando ogni disparità di trattamento tra quanti sacrificarono la loro vita per la lotta al nazifascismo.
Sono proprio queste ultime le ragioni più profonde che ci hanno spinto a chiedere un dibattito istituzionale in consiglio comunale di approfondimento sugli accadimenti.
Sappiamo che dopo la caduta della ” Linea Gustav” l’impervio compito della presa di Piedimonte, venne affidato al 6° reggimento corazzato “Figli di Leopoli ” e dopo 5 giorni di duri scontri, nella notte tra il 24 e il 25 maggio espugnavano la linea Hitler e conquistavano la
fortezza di Piedimonte.
L’Amministrazione comunale in segno di gratitudine per il sacrificio e a memoria dei giovani soldati polacchi, nel 1973 ha realizzato un monumento al ricordo dei caduti ” Figli di Leopoli”. Alla base dell’obelisco sono incisi i nomi dei soldati polacchi caduti nella battaglia di
Piedimonte. A distanza di 80 anni dal tragico evento, senza alcun confronto e coinvolgimento degli organi istituzionali, Associazioni combattentistiche, culturali ecc. e senza la minima razionale motivazione, di punto in bianco, la Giunta comunale ha deciso di innalzare un monumento a ricordo del soldato Antonio Benc del 12° reggimento con l’intitolazione dello spazio circostante. (21- maggio)
Tale decisione sembra supportata dal racconto del reporter Melchior Wankowicz nella sua opera ” la battaglia di Montecassino” che narra:
” Solo la mattina del 21 Maggio gli Ulani capiscono che sono incappati in una situazione
difficile.
Pap…pap.. risuonano i fucili dei tiratori scelti tedeschi che si trovano proprio sopra le loro teste.
Il rifugio dove si trovano ha l’uscita verso Piedimonte, di fronte alla quale i tedeschi sparano
dalle loro posizioni elevate.
Due lancieri cadono all’ingresso dopo 2 brevi schiocchi di fucili tedeschi.
Il collegamento con il plotone di punta del sottotenente koczy non c’è.
Il caporale Benc decide allora di andare volontario.
Il caporale Benc nn torna e lo trovano ferito a 50 metri di distanza.
Il fuoco tedesco era così intenso che non c’era possibilità di intervenire per il soccorso.
Il caporale poi morì in ospedale.”
Qualche domanda è legittima:
Il soldato Benc esce per andare dove? È possibile immaginare di uscire dal rifugio in questo frangente di spari intensi e tiratori scelti
sopra la testa e con l’ammonimento di 2 commilitoni fucilati sull’ingresso, come descrive lo stesso Melchior?
Inoltre, in un protocollo militare il comandante avrebbe mai autorizzato una funesta iniziativa del genere nel contesto descritto?
Si dice, non c’era la comunicazione, anche questo aspetto lascia molti dubbi, infatti dalla narrazione -Turinetti-, relativamente al 22-
maggio, leggiamo: “…… fu però anche colpita e distrutta la radio di comunicazione tra le
batterie e il Gruppo Bob.”
Ciò fa ritenere che il 21 era funzionante.
Inoltre, nel gruppo c’è un soldato competente e specifico nel ramo, per l’appunto il radioperatore Jankowski, perché mai affidarsi a Benc, inesperto nel settore?
Già da queste minime riflessioni, quanto descritto appare inverosimile e poco attendibile, salvo
una follia generale.
20- maggio
Ma per una ricostruzione il più possibile completa, bisogna partire almeno dal giorno
precedente, 20- maggio:
Ci affidiamo ai racconti di altre 2 fonti di testimonianze:
Dalla pubblicazione TURINETTI annotiamo:
” Il piano di attacco, elaborato velocemente in una riunione terminata alle ore 2 del 20/5, prevedeva innanzitutto che l’operazione sarebbe stata posta agli ordini del tenente colonnello Bobinski attraverso la formazione di un gruppo chiamato appunto -Gruppo Bob-. Nel tardo
pomeriggio del 20 maggio giunse a Santa Scolastica uno squadrone del 12º reggimento Ulani di Podolia, formato da 137 uomini, 31 piccoli cingolati e 5 mezzi semi cingolati. Verso le 19 partirono all’assalto guidati dal tenente colonnello Bobinski, riuscirono a raggiungere le mura
esterne del paese ma a causa del buio dovettero fermarsi.”
Ancora 20- maggio
A conferma di questa descrizione c’è la testimonianza di un ufficiale polacco, Erik jankowski che ha raccontato il suo diario di guerra ” Da Montecassino a Piedimonte ” e in particolare si è soffermato sullo sfondamento della linea Hitler, narra:
” Verso le 15 riprendemmo la nostra marcia (siamo al 20 maggio 1944) ma percorsi 2 km ci fermammo nuovamente nei pressi della località Villa S. L., qui venne formato il “Gruppo Bob” guidato dal colonnello Bobinski composto da 3 squadre, (tra i prescelti c’ero anch’io, afferma
JanKowski). Dovevamo dirigerci a piedi verso Piedimonte al seguito della 1° squadra guidata dal
sottotenente Teklinski.
Io come vice del sottotenente koczy comandante della 3° squadra e come radioperatore mi trovavo in fondo alla colonna.
La strada da percorrere costeggiava a destra un profondo canalone, a sinistra avevamo una pianura, che era già occupata totalmente dalla nostra brigata di carri armati. Oltre il canalone avanzava la nostra fanteria della 3° divisione. Ci siamo mossi verso Piedimonte in fila indiana mantenendo il contatto visivo. Raggiunta la periferia del paese si era fatto buio completo, ci siamo fermati. Il nostro plotone occupa la casa più vicina in attesa del giorno seguente, gli altri due plotoni trovano rifugio nelle vicinanze.
In tale oscurità il gruppo di Teklinski commise una grave imprudenza. Uno dei lancieri in testa alla pattuglia perse il contatto con gli altri e, tornando indietro per raggiungere i suoi compagni, s’imbatté in un altro soldato dello stesso plotone che, credendolo un nemico, gli intimo in tedesco ” hende hoch” (in alto le mani ), quello a sua volta, convinto che a fare questa richiesta fosse un soldato tedesco rispose con una scarica di mitra.
Detto incidente provocò la morte del soldato appartenente alla pattuglia del sottotenente
Teklinski. Questo episodio fu il frutto di una guida poco prudente.
Nel testo esaminato non si fa il nome del caporale Benc, ma è molto probabile che questo fu l’episodio tragico che gli costò la vita.
Si tenga presente che il soldato Benc faceva parte della 1° squadra guidata dal sottotenente Teklinski nella quale si è verificata la disgrazia, inoltre, se il ferito poi morto non era lui, chi era?
Torniamo al 21- maggio
(Turinetti)
” Alle 6 del mattino del 21, l’artiglieria nemica rientrò in azione. Questa volta si accanì contro gli accampamenti polacchi attorno a Santa Scolastica e tra le 6 le 7 essi furono sconvolti da un micidiale bombardamento.”
(Jankowski pagina 33 )
” Il secondo attacco venne lanciato il giorno dopo, 21 Maggio, l’artiglieria tedesca continuò a bombardare colpendo l’accampamento polacco nei pressi di Santa Scolastica.” (Zaremba conferma pag. 33 – 59)
” Quella mattina del 21, verso le sei circa i tedeschi colpirono tutto quello che c’era sotto Santa Scolastica dove era ubicato il Comando del nostro reggimento. Il comandante del reggimento perse un piede, l’ufficiale di collegamento fu ferito, il maggiore che prese il comando fu ferito anche lui e in quel caos mi nominò ufficiale di collegamento.” Da queste 3 autorevoli fonti abbiamo la certezza che la zona presa di mira dai tedeschi il 21 mattina, è stato l’accampamento a Santa Scolastica. Nessun minimo riferimento di attacchi ai rifugi del “Gruppo Bob”, e si tenga presente che Jankowski faceva parte del “Gruppo Bob” nella qualità di vice del sottotenente Koczy, ed era fisicamente nei rifugi.
Già da queste testimonianze appare molto inverosimile la narrazione di Melchior in “Bitwa” dei tanti spari sui rifugi del “Gruppo Bob” del 21 mattina, e ad avvalorate l’inattendibilità concorrono le ulteriori affermazioni di Jankowski ( pag.43). ” l’indomani mattina, 21 Maggio, per rendermi conto della nostra posizione feci un’esplorazione nelle vicine case in compagnia di due lancieri del mio plotone. Mi resi conto che la nostra costruzione era molto solida, ben protetta e difendibile. Da questa casa si vedeva la strada in salita completamente deserta che conduceva verso il centro del paese. Anche Bobinski fece un sopralluogo per rendersi conto della situazione e nell’occasione
Dziewicki fu sorpreso in pigiama nel bunker.” Dette esplorazioni confermano un clima abbastanza quieto nella mattinata del 21 nel luogo di
accampamento del ” Gruppo Bob”.
Una ulteriore semplice riflessione;
Può essere più attendibile il racconto dei sottotenenti Jankowski e Zaremba che hanno vissuto, il luogo, minuto per minuto gli eventi, oppure un giornalista che ha trascritto propri resoconti di racconti raccolti da fonti a noi ignote. È anche comprensibile che episodi che si prestano a manchevolezze e carenze organizzative e comportamentali che danneggiano l’immagine e la professionalità e chiamano a delle
responsabilità una o più persone o addirittura un corpo, difficilmente vengono date in pasto alla stampa.
” ll 22 maggio arrivammo ai pendii di Piedimonte ma non riuscimmo a passare. Il 22 maggio la radio del battaglione essenziale per i collegamenti tra le batterie e il comando del Gruppo Bob fu colpita e distrutta. Le perdite nei quattro giorni di combattimento furono in totale di circa 50 caduti.”
Ultima riflessione:
Per un riconoscimento ad una giovane di Piedimonte, distintasi nella sua professione a livello nazionale, avete invocato l’aspetto etico, morale e legale che imponeva di verificare se esistevano casi analoghi. Per il caso Benc quest’obliggo vi è sfuggito.
E ancora:
Per il conferimento di una cittadinanza onoraria, avete chiamato a deliberare il consiglio comunale. Per la realizzazione di un monumento, avete deliberato di Giunta escludendo il Consiglio.
Grande coerenza.
Valutato l’insieme delle testimonianze, appare inaccettabili la scelta che ha sancito la decisione di un riconoscimento, individuale, a perenne memoria.
Inappropriata la comunicazione tramite teleuniverso:
” l’Amministrazione comunale ha infatti voluto dedicare proprio al soldato polacco un largario e un monumento a perenne memoria.”
Come pure le affermazioni del sindaco Ferdinandi:
” Oggi siamo ad inaugurare e concelebrare un eroe caduto per la libertà della città di Piedimonte, Antoni Benc un eroe giovanissimo che durante la battaglia di Piedimonte perse la vita proprio qui in località Vallicella.”
Infine l’asserzione del sindaco polacco:
” Oggi però è un momento particolare, inauguriamo un monumento dedicato a questo valoroso soldato.”
Tenuto anche conto di quanto afferma Turinetti nei suoi scritti, che la storia quella vera e propria della battaglia di Piedimonte dal 20 al 25 maggio del 44 resta avvolta da incertezze e misteri mai completamente chiariti dalle fonti storiche, appare ineccepibile, nel rispetto dell’etica morale, con imparzialità e responsabilità, dedicare il monumento a tutti i caduti del 12° Reggimento Ulani di Podolia anziché ad un singolo soldato.”
Chiede come mai non ci sono le Associazioni e i comitati nell’aula consiliare. È un demerito della maggioranza; ritiene che “i cittadini hanno timore di farsi vedere; seminano timore”.
Ritiene che l’Amministrazione abbia fatto una figuraccia internazionale anche con i lavori del Convegno. Lui ha studiato e ricostruito i fatti.
Il Sindaco chiede chi ha fatto ricostruzione; quale storico è stato consultato dal Cons. Riccardi. Il Cons. Riccardi dichiara di aver ricostruito personalmente i fatti riportati nel suo intervento non si affida agli studi fatti dagli altri; lui a differenza della maggioranza legge e studia.
Il Sindaco evidenzia che la maggioranza non ha fatto studi e ricerche per ricostruire i fatti; si sono affidati agli storici, ai professori universitari e si sono limitati a riportare nella relazione del Convegno del 05/10 quanto riportato dagli studiosi nei relativi interventi. Precisa che il monumento verrà intitolato al XII reggimento Ulani di Polonia; non è stato intitolato ad Anthony Benc. Al soldato Anthony Benc è stato intitolato solamente il largario. L’amministrazione non sta facendo alcun passo indietro come detto erroneamente dal Cons. Riccardi. Il Cons. Riccardi chiede conferma del fatto che il monumento non sia intestato ad Anthony Benc.
Ritiene che l’Amministrazione stia facendo un passo indietro. I morti sono tutti ugali. Ritiene che sia stato intitolato in memoria del sergente Anthony Benc “solo perchè zio del Sindaco del Comune polacco con cui Piedimonte è gemellata”.
Alle ore 18:45 esce il Cons. Cerrito.
Il Presidente, visto i toni accesi della discussione del Consiglio, invita tutti ed in particolare il Cons. Riccardi a mantenere un comportamento consono al Consiglio comunale. Richiama il Cons. Riccardi a rispettare il Regolamento invitandolo a chiudere il suo intervento. Il Cons. Riccardi chiede come mai la cittadinanza onoraria è stata deliberata in Consiglio comunale mentre l’intitolazione di un’area pubblica sia stata deliberata in giunta e non in Consiglio.
Il Sindaco rngrazia il Cons. Riccardi per l’intervento. Comunica che il suo intervento non sarà trasmesso all’Università di Stettino, ente con cui il Comune ha collaborato, per non fare frutta figura. Questo della distruzione di Piedimonte San Germano è un tema che va affrontato con etica e rispetto. Ritiene che il Cons. Riccardi abbia dimostrato scarso rispetto. Invita tutti a prendere e leggere la relazione che sarà allegata alla delibera. Il Cons. Riccardi intende sconfessare la ricostruzione fatta dagli studiosi, nonostante le testimonianze riportate agli atti.
Ogni Associazione ha dato un contributo sull’Ottantesimo; la linea Gustav ha tirato fuori la storia del XII reggimento e in questa occasione sono venuti a conoscenza del fatto che il soldato Anthony Benc morto sul territorio comunale è cittadino di un Comune polacco gemellato. Sono stati uniti due temi: gemellaggio e memoria storica dell’Ottantesimo dalla distruzione di Piedimonte San Germano. Per questo motivo l’area del largario è stata intitolata ad Anthony Benc. La targa di bronzo è stata apposta dalla delegazione polacca.
Tutto ciò che hanno fatto è corredato da atti amministrativi. L’area Anthony Benc e quella di Colle della Memoria saranno censiti tra i siti monumentali da parte dell’ambasciata polacca; cosa si è fatto di sbagliato? Si è celebrato il sacrificio di un cittadino polacco di un Comune gemellato con Piedimonte San Germano che è morto sul territorio comunale in battaglia.
Alle ore 19:05 entra il Cons. Cerrito.
Il Cons. Riccardi dichiara voto di astensione del gruppo prendendo atto della retromarcia del Sindaco e della maggioranza dopo lo smacco internazionale. “Prendono atto del ripiegamento dispersivo, confuso ed elusivo volto solamente a celare il malfatto”. Ribadiscono la loro
posizione: è necessario intitolare il monumento e il largario al XII Reggimento di Ulani di Polonia.
Il Sindaco evidenzia che il Cons. Riccardi ha perso l’occasione per evitare una brutta figura visto le sue dichiarazioni.
ll Presidente, constatato che non vi sono interventi, invita i Consiglieri a votare.
La seduta si conclude alle ore 19:08
Con votazione resa da n. 11 Consiglieri presenti e n. 11 votanti il cui esito è:
Favorevoli: 8
Astenuti: 3 (Urbano, Riccardi, Delicato)
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